Apri la porta della felicità!

Apri la porta della felicità!

I 14 percorsi didattici presenti nel libro “La porta della Felicità”, toccano valori e qualità umane fondamentali per l’equilibrio individuale e l’armonia del gruppo. Ogni itinerario include giochi, storie, proposte di yoga e arte, semplici meditazioni guidate per risvegliare quei valori ai quali, forse, anche noi adulti avremmo voluto essere educati da piccoli a scuola per crescere con maggior equilibrio.

Bambini e insegnanti, quindi, possono “volare in alto” sostenuti da questi valori: amicizia, amore, attenzione, calma, concentrazione, cooperazione, coraggio, creatività, energia, gioia, identità personale, meraviglia, pace, tolleranza. 

Sperimenta il percorso sull’amicizia e potrai: 

  • Guidare il gruppo alla positività
  • Rinforzare il carattere dei bambini
  • Migliorare l’apprendimento
  • Insegnare i valori in modo divertente e profondo

Il metodo si basa su 4 fasi da sviluppare: 

  • Giocare con i valori
  • Immergersi nei valori
  • Incontrare i valori
  • Dare vita ai valori

Gli strumenti che userai sono:

  • Lo yoga
  • Il rilassamento e la meditazione
  • Le storie
  • L’arte e la manualità

Inizia il percorso sull’Amicizia 

AMICIZIA 

“È un filo dorato, invisibile, che unisce il tuo cuore a quello delle persone alle quali vuoi bene. Attraverso questo filo tu e i tuoi amici vi cercate, state insieme, vi divertite, giocate. Siete felici anche se rimanete vicini in silenzio, perché tra gli amici c’è un affetto profondo che talvolta non ha bisogno di parole. I veri amici sono leali e si perdonano”.

GIOCARE CON I VALORI

Mandala viventi

Si tratta di un gioco che stimola la capacità di osservazione e l’improvvisazione creativa, favorendo inoltre il contatto fisico, la conquista dell’autocontrollo, la fiducia in se stessi e la capacità di accettazione dell’altro. Il gioco diverte e conduce il gruppo a sviluppare un’elevata sintonia, principalmente attraverso il linguaggio mimico-gestuale e il ritmo. Attraverso improvvisazioni progressive si realizzano dei “mandala in movimento”, molto belli da vedere. Essi sono tra l’altro, per noi insegnanti, un termometro della sintonia del gruppo.

Come iniziare…

Il gruppo – classe è seduto in cerchio; è preferibile che, nelle prime fasi, operi un piccolo gruppo di cinque, sei bambini, mentre gli altri osservano.

Un bambino, il “cuore” dell’ingranaggio, va al centro e inizia a produrre un movimento ritmato, che può coinvolgere creativamente varie parti del corpo. I compagni del piccolo gruppo osservano; il primo che si sente ispirato a entrare si alza e va a collegarsi al compagno, disponendosi vicino a lui e producendo un movimento che si armonizzi con quello iniziale.

Un terzo bambino, dopo un breve periodo di osservazione, entra a sua volta collegandosi ai compagni e così via gli altri, per arrivare a creare il “mandala vivente” che, per un po’di tempo, si muove al centro del cerchio.

E’ importante che l’ordine di ingresso dei “pezzi” del mandala vivente non venga prestabilito ma, al contrario, si crei in modo spontaneo. I bambini imparano a contattarsi con lo sguardo per non sovrapporre gli ingressi e a creare movimenti che devono integrarsi con quelli degli altri.

Riguardo ai movimenti non poniamo limiti all’immensa creatività dei bambini: un bambino potrebbe ad esempio disporsi a gambe divaricate e descrivere ampi cerchi con le braccia, mentre il successivo potrebbe sdraiarsi a terra e strisciare sotto di lui percorrendo ripetutamente un otto con il corpo…Insomma, l’unica regola necessaria è: scegli un movimento non troppo faticoso…altrimenti non riusciresti a sostenerlo per tutta la durata del gioco!

Gli osservatori, che di solito non vedono l’ora di diventare protagonisti, possono proporre un titolo al mandala appena rappresentato. A questo punto un altro gruppo di attori può entrare in azione…

due si ferma e dà la precedenza all’altro. Anche in questo caso si può provare l’uscita inversa dei componenti.

IMMERGERSI NEI VALORI

Animali e alberi, per sentire l’amicizia

I bambini, seduti in cerchio, delimitano la propria posizione con un grosso filo di lana colorata con il quale, circondandosi, creeranno la propria isola personale. Alla fine della seduta di yoga proporremo un’attività creativa con la pasta di sale; dato che la introdurremo dopo un’interiorizzazione finale, preannunciamo l’attività ai bambini mostrando loro il materiale che useranno.

“C’era una volta un gruppo di rane che viveva in un’isola dentro un bello stagno…erano amiche e si divertivano a saltare da un sasso all’altro (i bambini sono in cerchio e fanno il giro saltando da un’isola all’altra) …quando si sentivano stanche tornavano al loro sasso dove potevano riposare…respiravano profondamente e si sentivano felici e calme…

…vicino allo stagno vivevano dei gatti che passavano il tempo da soli dormendo in piccoli e stretti cestini… essi a volte si annoiavano…un giorno ad uno di essi venne un’idea: costruire una grande cesto all’interno del quale incontrarsi e stare insieme… (i bambini aprono le isole individuali e creano una grande, unica isola, disegnata dai fili uniti

…anche dei simpatici gabbiani, attratti dall’isola, si posarono a terra… passeggiarono curiosi salutandosi l’uno con l’altro…quando si sentivano stanchi, i gabbiani andavano a posarsi sui rami degli alberi…

…diventiamo questi alberi … ognuno di noi ha una diversa forma… foglie diverse… altezza diversa dagli altri…ad occhi chiusi immaginiamo l’albero che impersoniamo… sentiamone le qualità …vediamone la particolare bellezza…

…ora riapriamo gli occhi e avviciniamoci un poco l’uno all’altro…ripetiamo la posizione dell’albero, questa volta utilizzando le mani per creare un contatto con gli altri alberi…usando le mani cerchiamo insieme l’equilibrio… siamo diventati un grande cerchio di alberi…sentiamo l’interdipendenza… la linfa vitale scorre in tutti allo stesso modo, al di sotto delle differenze esterne…ora stacchiamo le mani dal contatto, mantenendo però ancora vivo il senso dell’unione…” 

Rilassarsi e…incontrare un amico

“…Sdraiamoci a terra (savasana) e immaginiamo di vedere dal basso l’intreccio dei rami del nostro albero…sono ricchi di foglie verdi che brillano al sole e si muovono dolcemente al vento…

…senti il calore del sole sulla tua pelle… il canto degli uccelli…il profumo dei fiori che crescono sul prato accanto a te…

… immagina ora un tuo caro amico…vi sorridete e insieme passeggiate nel verde…ad un certo punto vi sedete …vi scambiate un piccolo dono che avete preparato l’uno per l’altro…siete molto felici per l’amicizia che provate e per il fatto di averla dimostrata con il dono…

…cerca di mantenere nel tuo cuore questo sentimento anche quando, tra poco, sarai entrato nell’attività…comincia a riportare energia nel corpo tendendo leggermente tutti i muscoli e poi rilassandoli…ruota il corpo su di un fianco…lentamente siediti a gambe incrociate …”

Meditare sull’amicizia

“…Rimani seduto con gli occhi chiusi,…osserva il tuo respiro…sul tuo schermo mentale in mezzo alla fronte visualizza il tuo amico…vedilo sorridente…senti che è felice di conoscerti…digli che lo apprezzi per le sue qualità…ringrazialo per qualche gentilezza che ti ha fatto…

…sappiamo che l’amicizia si può dimostrare con parole, gesti e doni…ora pensa a una gentilezza che puoi rivolgere ad un amico quando riaprirai gli occhi…cerca l’occasione più giusta e mettila in atto…” 

INCONTRARE I VALORI

La favola classica de “Il leone e il topo” di Esopo, racconta la nascita di un’amicizia tra due animali molto diversi. Il rapporto nasce in un momento critico nel quale il topo, potenziale vittima, viene risparmiato dal leone. Il topo rivela tutta la sua lealtà ricambiando il favore quando l’amico leone si troverà in un grave pericolo.

Il leone e il topo

“Un giorno un leone si addormentò ai piedi di un grande albero. Un piccolo topo che passava di lì si arrampicò sui rami dell’albero, ma perse l’equilibrio e cadde proprio sulla schiena del possente leone addormentato. L’animale, svegliatosi improvvisamente, si avventò sul piccolo roditore, minacciando di divorarlo. Il topino impaurito lo implorò di salvargli la vita, promettendogli che un giorno gli sarebbe stato riconoscente. Il leone, sebbene incredulo, lo lasciò libero.

E venne il giorno in cui fu il leone ad essere in difficoltà. Un cacciatore lo imprigionò nella sua rete ed il povero leone cominciò a gridare aiuto, nella speranza che qualcuno lo sentisse.

Il topino udì le grida del leone e non ci pensò due volte: di corsa si precipitò nel luogo dove il re della foresta giaceva immobilizzato. Pur essendo piccolo, il topo possedeva un’arma formidabile per l’occasione: i suoi dentini aguzzi! Con grande energia rosicchiò la rete fino a creare un buco abbastanza grande da far uscire il leone. I due animali si abbracciarono felici e divennero grandi amici.”

Per riflettere sulla storia

  • Secondo te come si sente il topo quando è in pericolo, minacciato dal leone?
  • Come si sente dopo essere stato salvato?
  • Cosa prova il leone quando si ritrova intrappolato nella rete?
  • Quale sentimento prova invece quando vede arrivare il piccolo topo per salvarlo?
  • Secondo te il topo cosa prova alla fine?
  • Nella difficoltà i due animali provano sentimenti diversi?

DARE VITA AI VALORI

Nascono burattini amici…

Facciamo realizzare dei burattini da dita, per rappresentare dei personaggi creati liberamente dai bambini seguendo le nostre linee- guida.

Ogni bambino inventa due burattini, che devono essere amici l’uno dell’altro, ma molto diversi nell’aspetto fisico, nel carattere e nei gusti.

Sono burattini semplici da costruire, la cui base è costituita da un piccolo sacchetto di stoffa che va infilato al dito; i bambini più grandi possono realizzarlo completamente da soli, trasferendo sulla stoffa il modello del burattino e poi cucendo pazientemente le due parti, mentre per i più piccoli coinvolgiamo nonne e mamme nella preparazione di queste basi.

Si passa poi alla parte più creativa, l’invenzione del personaggio; con bottoncini, ritagli di stoffa e di carta, lane colorate… i personaggi prendono vita. Reali o immaginari che siano, essi acquistano una personalità man mano che i bambini, con il nostro aiuto, creano volti sorridenti o arrabbiati, musi dei più vari animali, personaggi fantastici.

Per attaccare in modo sicuro le parti (e far sì che non si stacchino durante le numerose recite), è necessaria la pistola per colla a caldo, che ovviamente useremo noi adulti per ragioni di sicurezza.

…che raccontano la loro storia…

Realizzati i burattini, ogni bambino li presenta ai compagni descrivendone le personalità e le caratteristiche più salienti. Successivamente ognuno inventa un breve dialogo, che mostri agli altri come è nata l’amicizia tra i due personaggi da lui creati.

…e poi vivono nuove avventure!

Nel corso delle presentazioni sicuramente i bambini saranno stati attratti dai personaggi creati dai loro compagni di classe. Spieghiamo loro che a questo punto possono riunirsi in piccoli gruppi, di non più di quattro, cinque bambini, allo scopo di far interagire i burattini e inventare così nuove storie sull’amicizia. Ecco alcuni titoli- stimolo:

  • Un’amicizia che nasce
  • Un vero amico ti aiuta nella difficoltà
  • Fare felice un amico
  • Una lite risolta

Aiutiamoli a inventare dialoghi e, se ne sentono la necessità, a introdurre un narratore.

Ogni storia viene rappresentata di fronte al gruppo classe riunito e, infine, ricostruita sul “Libro dell’amicizia” attraverso i disegni dei bambini oppure con le foto scattate durante la rappresentazione.

 

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