E se 45 insegnanti di una scuola iniziassero a meditare insieme ogni mattina?

E se 45 insegnanti di una scuola iniziassero a meditare insieme, ogni mattina?

Siamo da poco tornati da un corso di formazione sulla “Disciplina amorevole” tenutosi all’Istituto Comprensivo Riberi di Caraglio, in provincia di Cuneo, dove 45 insegnanti di scuola dell’infanzia, primaria e media hanno imparato delle semplici tecniche di meditazione, insieme a nuovi strumenti per la disciplina amorevole in classe, basati su ascolto ed empatia. Proviamo ad immaginare che cosa accadrà in questa scuola, se i 45 docenti coinvolti inizieranno regolarmente a praticare insieme! Quali benefici si potranno notare negli insegnanti, nei bambini e nei ragazzi, nel dirigente scolastico, tra il personale della segreteria, le famiglie?

I benefici della meditazione

Quando circa 30 anni fa iniziai a praticare la meditazione, ricordo di aver letto di varie ricerche scientifiche che dimostravano gli effetti benefici della meditazione non solo sui praticanti, ma anche nei rispettivi contesti sociali. Uno di questi esperimenti venne condotto nel 1993 negli Stati Uniti, dove un gruppo di 4000 meditanti praticò insieme la meditazione trascendentale per 8 settimane. La città era a Washington DC, la capitale degli USA, che è anche considerata una delle capitali del crimine negli USA. Lo studio, condotto con rigore scientifico, dimostrò che i crimini erano scesi del 25%. Fu anche calcolato che se i 4.000 meditanti avessero praticato costantemente nella città, i crimini si sarebbero ridotti del 48%.

Essere un esempio

Il corso sulla Disciplina amorevole si basa sulla consapevolezza. La disciplina è guida dell’altro, basata sulla saggezza e sull’amore. Nel nostro corso integriamo continuamente due aspetti: il cambiamento interiore dell’insegnante e i nuovi strumenti educativi da attuare in classe. Il nostro punto di partenza è questo: l’insegnante è uno strumento. In quanto tale influenza i bambini, la materia che insegna, le famiglie, il suo ambiente, non solo con quello che dice e fa, ma soprattutto con quello che è. Tutto nasce dall’interno. Se l’insegnante è calmo, non reattivo e pieno di energia, potrà infondere queste qualità nel suo stare in classe. Nei nostri corsi insegniamo le pratiche universali di meditazione trasmesse dal maestro indiano Paramhansa Yogananda. Egli sosteneva l’importanza dell’educazione delle qualità interiori dei bambini. Secondo Yogananda, inoltre, gli insegnanti sono le guide dei bambini in questa crescita e in quanto tali hanno una grande responsabilità. Gli educatori sono esempi viventi dei valori che vogliono trasmettere bambini.

Quali sono i cambiamenti che può portare in classe un insegnante che medita?

  1. Non reattività: non ci piace che i nostri studenti siano reattivi, perché dalle emozioni fuori controllo nascono conflitti, disarmonie e continue interruzioni al nostro lavoro. L’osservazione del respiro è la chiave della meditazione; durante la pratica il respiro si calma e con esso si calmano la mente e le emozioni. Praticando ogni mattina prima di andare a scuola, facciamo una scorta di pace, serenità, calma. Quando in classe si presentano situazioni stressanti e difficoltà, non faremo altro che attingere da questa scorta di pace e potremo vedere più facilmente le soluzioni creative ai problemi. Un’insegnante che pratica la meditazione ci ha raccontato: “Durante la formazione con voi, era più facile per me meditare anche a casa, ma poi con il passare del tempo ho smesso. Quando mi hanno assegnato una classe molto difficile, ho ricominciato a praticare regolarmente la mattina. Un giorno una mia collega mi ha detto: Ma cosa è successo? I tuoi alunni sono cambiati, sono più sereni, più calmi! Da questa osservazione ho capito che i bambini sentivano la mia maggiore calma, senza che io avessi fatto nulla di diretto con loro!”
  2. Una nuova cultura della positività: un insegnante che medita impara a capire dall’interno che “ciò su cui ci si concentra, aumenta”. Se ci concentriamo sui lati negativi dei bambini, se ne parliamo troppo sottolineandoli, questi aspetti aumenteranno. Con la meditazione ci alleniamo a conoscere una parte di noi stessi che è sempre energetica, gioiosa e positiva. Questo training ci porterà sempre di più a saper vedere il positivo anche nei nostri studenti. Vedere il positivo non significa ignorare le difficoltà da risollevare, significa piuttosto “allearsi” con le risorse più o meno visibili dei nostri studenti, aiutandole così a manifestarsi. In tal modo anche i problemi tendono a dissolversi. Un’attività pratica che suggeriamo ai docenti è questa: piuttosto che segnalare ai genitori i comportamenti negativi dei bambini e dei ragazzi, teniamo un quaderno dove scrivere le loro conquiste, i gesti positivi, le difficoltà superate. Ribaltiamo la cultura del problema, sostituendola con la cultura delle risorse e della positività. Concentriamoci su ciò che vogliamo che accada.
  3. Supporto alla vita interiore dei bambini: come insegnanti vorremmo che i nostri studenti fossero interessati all’apprendimento, fiduciosi ed empatici, capaci di cooperazione e tolleranti nei confronti degli amici diversi da loro. Se meditiamo capiamo dall’esperienza diretta del nostro mondo interiore che i cambiamenti esteriori nascono da dentro. Come un albero maestoso viene da un seme che si è sviluppato nell’oscurità. Il tempo di qualità che dedichiamo alla vita interiore dei bambini non è tempo sprecato, tolto all’insegnamento della materie. È un tempo per mettere le basi della sicurezza interiore e anche del successo accademico. E costituisce un’ottima prevenzione dei problemi disciplinari! La miglior forma di disciplina è quella che non ha bisogno di essere esercitata!

Cosa fare in classe, per educare le qualità dei bambini e migliorare il comportamento?

  1. Yoga, meditazione, rilassamento: queste pratiche, presentate con un approccio gioioso e adatto alla psicologia del bambino e alla sua età, sono la base per canalizzare le energie, trasformare le emozioni negative, trasmettere valori. Queste pratiche agiscono in profondità, influenzando emozioni, pensieri e comportamenti. Agiscono alla radice del nostro essere.
  2. Giochi di apprezzamento: insegniamo ai bambini ad osservare gli altri per cogliere le loro qualità speciali e creiamo occasioni affinché le comunichino. Il gioco del “Cuscino dell’amicizia” si presta a questo. Un bambino si siede sul cuscino al centro del cerchio e a turno i compagni lo ringraziano per qualcosa, oppure gli riconoscono una qualità, gli fanno un apprezzamento per un’abilità posseduta…
  3. Sviluppare l’empatia e insegnare l’ascolto: raccontiamo storie sul tema dell’ascolto; facciamolo praticare in classe, insegnando ai bambini a riconoscere emozioni e sentimenti provati dai compagni.

Siamo molto grati di aver avuto l’opportunità di condividere le pratiche interiori ed esteriori che ci sono state date dallo Yoga e in particolare dal grande Maestro indiano Paramhansa Yogananda autore di Autobiografia di uno Yogi; e siamo molto grati ai colleghi, al Dirigente Scolastico e a tanti collaboratori che hanno reso possibile questo corso di formazione.

45 insegnanti che meditano e che coltivano la nuova cultura della positività possono avere una grande influenza sul benessere dell’intera comunità scolastica e oltre, nel territorio e per il futuro! Graziella Santoshi Fioretti

  • gruppo-caraglio-2
  • ?
  • Pratica di meditazione in Aula Magna
  • ?
  • ?
  • lavoro-di-gruppo-caraglio

Leave a Reply

Your email address will not be published.

2 × 3 =